In questi ultimi tempi ho attuato una vera e propria disintossicazione da internet.
Non so voi, ma al di là di come mi fumo il tempo ripromettendomi “ guardo quest’ultimo e spengo!” e nel
frattempo me ne son visti altri dieci, mi capita di sentirmi particolarmente nervosa, di avere le palpitazioni
anche di notte, di fare una gran confusione per le troppe idee (per non parlar dei troppi desideri!!!) che si
accavallano a quelle del giorno prima e prima ancora. E vogliamo parlare dei sensi di colpa per faccende
domestiche rimandate? Sedie coperte di roba da stirare, pranzetti da sopravvivenza, polvere ovunque
(vetri e tapparelle ormai non li guardo più).
E con ciò? E con ciò si combina qualcosa in più. Anche se ultimamente ho dovuto fare anche striscioni dipinti per
la parrocchia e per la scuola, ma su questo non mi dilungo.
La parte negativa sta nel fatto che mi son persa parecchie novità dai vostri bellissimi blog e che non riesco quindi a commentare.
Mi rifarò.
Spesso e volentieri ho parlato del fatto che molte delle cose che creo non sono di mio gusto. E’ chiaro che ciò diventa un discorso
frequente quando non sono io a decidere il soggetto. Già, ma perchè?
Effettivamente ( e per quanto possa interessare a qualcuno) forse non ho mai spiegato i miei gusti. Invece trovo frequentemente
in altri blog, una immediata volontaria esplicazione dei generi preferiti, sin dalla presentazione sul profilo.
E questo trovo che sia giusto. Si. Per chi ha le idee chiare.
Non che non abbia le idee chiare. E’ che sono a periodi. E che sicuramente mi è passata da parecchio la fase intensamente
country. E con country intendo quello tendenzialmente quadrettato, pacioccoso, fiocchettoso, pupazzoso….
Non so se son stata chiara. Non che non mi piaccia proprio, anzi.
Per intenderci: se dovessi acquistarlo, non lo sceglierei per me o se dovessi realizzarlo, non lo farei per mia scelta.
Tutto sommato ogni cosa è una nuova esperienza e a parte ciò, pare che come genere sia sempre molto richiesto.
Ora sono molto attratta da linee più stilizzate, più semplici, poco ridondanti: meno fiocchi, meno fiori, meno nastri…
ma soprattutto meno colori.
Io non so voi, ma ci sono giorni in cui mi sento più……..
così…..
ed altri in cui sono più….
così…
Quindi in certi giorni creerei volentieri cose dai toni caramellosi e romantici ed altri in cui mi faccio prendere
dalla malinconia e mi butterei più su generi natural french-chic.
Per non parlare di quando mi sento molto “Zakka”.
Chiaramente tutto questo si riflette sulla casa, sull’arredamento e la decorazione, sull’abbigliamento e perchè no,
anche sulla lettura. Il che preoccupa. In particolar modo mio marito, il quale sa che avendone la possibilità ( enorme)
sarei capace di cambiare arredamento e guardaroba con un ritmo pauroso. Peccato, sarà per un’altra vita.
Comunque, tornando ai lavori, la prima creazione dall’alto è una gallina coprivivande, mentre la lavagnetta (Ikea) è
l’adattamento del cartamodello Folletta porta coperta di “Rosa Tea”.
Tempo fa, anzi ora che ricordo era Luglio, ho creato il mio secondo progetto per la rivista Patchwork Magazine e,
forse per deformazione da country coccoloso, mi è venuta fuori una mucca. Ok, di mucche ce ne sono miliardi ed
effettivamente, la difficoltà di creare qualcosa da te, sta nel fatto che dovresti sforzarti di realizzare un qualcosa che
sia diverso dagli altri (in mezzo ad un mare di bravissime creatrici), altrimenti, non solo le cose alla fine son quasi tutte uguali,
ma fondamentalmente non ti senti meritevole del titolo di creatrice. Cioè, in parole povere, c’è da scervellarsi per proporre originalità
( senza tuttavia trascendere , dato che alla fine una mucca sarà pur sempre una mucca e non un robot)
E’ questa un’anteprima. Il cartamodello con la spiegazione sul numero di Ottobre di Patchwork Magazine ( almeno penso)
In caso di cambiamenti sulla pubblicazione segnalerò immediatamente.
E lo so, lo so. E’ una mucca simile a tante, si, ma portamestoli e con lineamenti leggermente diversi dalle centomila che ho
dovuto visionare (oltre che ha in più un ciuffettino di “capelli”). Vogliatemi bene, mi voglio già troppo male io.
Il giorno del mio compleanno sono stata ad un matrimonio. E quale occasione migliore per sbizzarrirmi con la mia
amata Nikon!? Ma si sa, le cose non vanno mai come credi e a parte qualche scatto decentemente fortunato, poteva andare
meglio. Molto meglio. E menomale che ci sono i programmi di fotoritocco!
Qualche altro scatto su Facebook. Gli altri scatti…meglio lasciar perdere: ce n’è di pane duro da mangiare!
Avrei altre cose da far vedere, ma il post mi è venuto fuori sin troppo lungo ed io mi ero ripromessa di scrivere sempre meno
per non annoiare. Quindi qualche altro lavoro lo lascio per il prossimo post. Tuttavia, non mi sognerei mai di chiudere
senza mostrarvi due chicche.
Un bel giorno dei primi di settembre suona la postina con qualcosa per me. Scendo sinceramente preoccupata: non aspettavo
niente da nessuno. E qui sta il bello della sorpresa. Un regalo inaspettato è capace di stravolgere una giornata o di farla cominciare
nel migliore dei modi. Mi brillano gli occhi appena leggo il nome di una fata ricamina che già conoscevo: Ilaria de La Pecora Rosa.
La dolcissima Ilaria ha avuto un delizioso pensiero per me e io non le sarò mai grata abbastanza. Spero di farla felice mostrando
le immagini di queste due dolcezze . Grazie ancora Ila.
Un bacio a tutte!!!